AMAZING PUGLIA AGOSTO 2025

Perché la Strategia nelle PMI?

Questo è il primo articolo di questa nuova rubrica sulla Strategia Umanistica. Il motivo di questa rubrica è di far conoscere agli imprenditori della Puglia e di tutta Italia, come la Strategia Umanistica “La via Italiana” può essere utile all’imprenditore, innanzitutto, e poi all’impresa e alla sua organizzazione, grande o piccola che sia.

In questo primo numero vi vogliamo parlare del perché un’impresa deve fare Strategia. Vi dò una buona notizia! Voi imprenditori avete una vostra strategia, tutti hanno una strategia, anche la pizzeria sotto casa mia ha una strategia, ma è una strategia basata sul “buon senso”, sull’improvvisazione, sull’istinto però così si è in balia del vento e in caso di una tempesta ci si trova coinvolti in una burrasca. E’ quello che succede alla quasi totalità delle imprese che non hanno una Strategia fatta con criteri scientifici perchè non hanno valutato bene tre aspetti fondamentali: 1) Il mercato, 2) Il vantaggio competitivo, 3) Il rischio.

E’ questo che approfondisce quando si fa un percorso di Strategia, con una VISIONE UMANISTICA, dove al centro sono le persone: imprenditore, soci, dipendenti e tutte le persone girano intorno all’impresa comprese chi non è in società (moglie, genitori, ecc.).

Antonio, imprenditore nel settore dalla GDO, quasi un anno fa si chiedeva perché doveva fare Strategia quando è sempre andato avanti, anche con delle difficoltà, senza averla fatta?

E’ proprio questa la domanda fondamentale da cui bisogna partire: Perché?

E’ una domanda che ci facciamo poco o non ci facciamo più da quando eravamo bambini, però è proprio dall’analisi del perché, si parte nella Pianificazione Strategica è dando risposta al perché che si trova il vero desiderio, che fa muovere l’insieme dei muscoli che ci portano il sorriso sulle labbra ed ad essere felici.

Ecco perché ad Antonio ho risposto: “La Strategia è importante farla oggi, perché ora bisogna fare le scelte importanti che riguardano il futuro della tua azienda che sei alle prese con un investimento importante che va a rivoluzionare il tuo business, che ha bisogno di diversificare la clientela e di cui bisogna valutarne i rischi”.

Si il tempo di fare Strategia è oggi, non è né il passato, né il futuro, ma oggi occorre fare quelle scelte che possono decidere o no il successo della tua impresa, e per questo farsi aiutare da chi ha delle competenze e studia la materia del Corporate Strategy e non da chi ha competenze generiche. E’ come se ti devi operare al cuore e ti fai visitare dal medico di famiglia e non dal cardiologo.

Antonio mi diceva che non ha tempo di fare questo e che è sempre super impegnato, lavorando fino a 16 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, compresa la domenica mattina. A questo punto gli ho chiesto: “Ma sei felice della vita che fai?” La risposta è stata un secco “No”.

Ecco che ritorniamo alla domanda che facevo prima: “Perché devo fare Strategia?”

Perché occorre attuare dei cambiamenti interno a te, perché devi passare più tempo a dedicarti alle cose importanti e non farti travolgere dall’operatività, dalla routine tanto da diventare il parafulmine di tutte le problematiche aziendali. Occorre che dedichi più tempo a pensare a trovare soluzioni che riguardano il futuro e di mettere in funzione il lato destro del cervello, che è il lato creativo, emotivo, immaginativo e questo cambiamento può essere fatto solo da te. Un cambiamento che non è privo di fatica perché si vanno a cambiare modi di fare che vanno avanti da una vita, anche se il lato sinistro del cervello, quello logico razionale, fornirà tutte le spiegazioni che le cose non si possono cambiare e saranno così ragionevoli che saranno per te delle verità inconfutabili.

Antonio dopo tante altre domande e aver espresso i suoi bisogni e le sue problematiche in azienda (sentirsi solo e non trovare un interlocutore con cui esprimere le sue preoccupazioni, i suoi disagi, i suoi progetti) da quasi un anno ha iniziato il percorso di Strategia Umanistica e già dai primi incontri ha messo in atto gli strumenti che sono stati forniti in consulenza ed ha avuto benefici sia personali che in azienda. Lui sta rivedendo i suoi orari di lavoro con l’obiettivo di arrivare entro il prossimo anno a lavorare 8 ore al giorno e avere più tempo per pensare, più tempo per la propria famiglia e più tempo per sé. L’azienda ha avuto un aumento di fatturato del 10%, quando il settore della GDO ha avuto una crescita zero se non negativa nell’ultimo anno. Inoltre, il clima aziendale è migliorato considerevolmente e, la cosa più importante, Antonio ora ha il sorriso sulle labbra.